Pannelli solari su tetti industriali italiani al tramonto

Fotovoltaico e bolletta: 3 casi reali dove il canone si ripaga con il risparmio energetico

Il fotovoltaico a noleggio operativo funziona quando il canone mensile è inferiore al risparmio in bolletta. In quel caso l’impianto non costa nulla: si ripaga con l’energia che produce. Sembra marketing, ma è aritmetica.

Vediamo tre casi reali, con i numeri.

Caso 1: Pescheria a Lampedusa, impianto da 20 kWp

Una pescheria con lavorazione del pescato a Lampedusa. Celle frigorifere accese 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Bolletta elettrica annua: circa 24.000 euro. Consumi concentrati nelle ore diurne per la lavorazione, ma con un carico base notturno importante per le celle.

L’impianto proposto: 20 kWp di pannelli su copertura piana, con ottimizzatori di potenza. Niente accumulo, perché il consumo diurno assorbe quasi tutta la produzione. Valore dell’impianto chiavi in mano: 32.000 euro.

A noleggio operativo su 72 mesi: canone mensile di 530 euro più IVA. Annuo: 6.360 euro.

Produzione stimata a Lampedusa (irraggiamento tra i migliori d’Italia, circa 1.750 kWh/kWp): 35.000 kWh annui. Con un tasso di autoconsumo dell’85% (il restante va in scambio sul posto), il risparmio diretto in bolletta è di circa 7.400 euro all’anno, calcolato su un costo energia di 0,25 euro/kWh.

Risparmio annuo: 7.400 euro. Canone annuo: 6.360 euro. Delta positivo dal primo mese: 1.040 euro all’anno in tasca.

L’impianto non solo si ripaga, genera un risparmio netto di circa 87 euro al mese rispetto alla situazione senza fotovoltaico. Dopo i 72 mesi di noleggio, con il riscatto a valore residuo dell’1% (320 euro), l’impianto diventa di proprietà e il risparmio sale a 7.400 euro netti all’anno.

Caso 2: Lavorazione ittica a Porto Tolle, 50 kWp con accumulo

Un’azienda di lavorazione e confezionamento del pesce nel Delta del Po. Consumi elettrici importanti: linee di confezionamento, tunnel di surgelazione, celle frigorifere, uffici. Bolletta annua: circa 38.000 euro.

L’impianto proposto: 50 kWp di pannelli su copertura industriale, con sistema di accumulo da 30 kWh per coprire parte del carico notturno delle celle. Valore del progetto completo: 78.000 euro.

A noleggio operativo su 72 mesi: canone mensile di 1.290 euro più IVA. Annuo: 15.480 euro.

Produzione stimata nella zona del Delta (irraggiamento circa 1.350 kWh/kWp): 67.500 kWh annui. Con un autoconsumo del 75% grazie all’accumulo e lo scambio sul posto per il resto, il risparmio diretto in bolletta è stimato in circa 14.200 euro all’anno.

Risparmio annuo: 14.200 euro. Canone annuo: 15.480 euro. Delta: meno 1.280 euro all’anno.

In questo caso il canone non si ripaga completamente con il risparmio in bolletta. Restano circa 107 euro al mese di costo netto. Non è zero, ma è importante contestualizzare: l’azienda sta comunque riducendo la bolletta del 37% e sta installando un impianto da 78.000 euro senza sborsare un euro di anticipo. E quel costo residuo di 107 euro al mese è interamente deducibile.

Dopo il riscatto a fine noleggio, il risparmio diventa pieno: 14.200 euro all’anno, per almeno altri 15-18 anni di vita utile dell’impianto.

Caso 3: Agroalimentare nel Veneto, 100 kWp con leasing e Transizione 5.0

Un’azienda agroalimentare con stabilimento produttivo nel Veneto. Consumi annui di circa 180.000 kWh, bolletta intorno ai 52.000 euro. Qui il fotovoltaico da solo non basta a coprire il canone di un eventuale noleggio. Ma il credito d’imposta Transizione 5.0 cambia i conti, e per accedervi serve la proprietà del bene.

L’azienda sceglie il leasing finanziario. Impianto da 100 kWp su copertura industriale, senza accumulo (i consumi diurni assorbono tutta la produzione). Valore: 130.000 euro. Anticipo leasing (10%): 13.000 euro. Canone mensile leasing 60 mesi: circa 2.220 euro. Riscatto finale (1%): 1.300 euro.

Con il credito d’imposta Transizione 5.0, l’azienda recupera il 35% dell’investimento (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro con una riduzione dei consumi certificata di almeno il 3%). Il credito d’imposta è di 45.500 euro, utilizzabile in compensazione in 5 quote annuali da 9.100 euro.

Produzione stimata (irraggiamento Veneto, circa 1.250 kWh/kWp): 125.000 kWh annui. Con autoconsumo del 90%, il risparmio in bolletta è di circa 28.100 euro all’anno.

Risparmio bolletta: 28.100 euro. Credito d’imposta Transizione 5.0: 9.100 euro annui (per 5 anni). Totale beneficio annuo: 37.200 euro. Rata leasing annua: 26.640 euro. Delta positivo: 10.560 euro all’anno.

Perché il leasing e non il noleggio? Il credito d’imposta Transizione 5.0 richiede la proprietà del bene. Il noleggio operativo, dove il bene resta della società di noleggio, non dà accesso all’incentivo. In questo caso il credito da 45.500 euro fa la differenza tra un impianto che si ripaga a fatica e uno che genera surplus dal primo anno. Dopo il riscatto, il bene diventa di proprietà dell’azienda e produce energia per altri 20 anni.

La variabile chiave: il tasso di autoconsumo

I tre casi mostrano che il fattore decisivo non è la dimensione dell’impianto, ma il rapporto tra produzione e consumo nelle ore di produzione solare. Un’azienda che consuma molta energia durante il giorno (lavorazioni industriali, celle frigorifere, linee di produzione) ha un tasso di autoconsumo alto e massimizza il risparmio.

Un ufficio che consuma poco di giorno e nulla la sera avrà un autoconsumo basso e dovrà cedere gran parte della produzione in scambio sul posto, con un corrispettivo molto inferiore al costo evitato in bolletta.

La regola pratica: se il consumo diurno dell’azienda supera la produzione dell’impianto, il tasso di autoconsumo sarà vicino al 90-95% e il risparmio sarà massimo. Se il consumo diurno è inferiore alla produzione, si finisce a regalare energia alla rete.

Il conto che devi fare

Prendi la bolletta elettrica degli ultimi 12 mesi. Guarda il consumo annuo in kWh e il costo medio per kWh (totale bolletta diviso kWh consumati). Chiedi al tuo installatore quanti kWp servono per coprire il tuo consumo diurno. Chiedi a noi il canone di noleggio per quella taglia di impianto.

Se il canone annuo è inferiore al risparmio stimato in bolletta, l’impianto si ripaga da solo. Se è superiore ma di poco, valuta l’effetto della deducibilità fiscale del canone. Se vuoi accedere a incentivi come la Transizione 5.0 o il Conto Termico, sappi che richiedono la proprietà del bene: in quel caso serve leasing finanziario o acquisto diretto, non il noleggio operativo.

Per una prima stima, contattaci con la bolletta e la visura catastale del tetto. In 48 ore ti restituiamo il confronto canone vs risparmio personalizzato.

Domande frequenti

Il noleggio operativo del fotovoltaico include la manutenzione?

Nella maggior parte dei contratti, il noleggio operativo del fotovoltaico include la manutenzione ordinaria (pulizia pannelli, controllo inverter, monitoraggio produzione). La manutenzione straordinaria e la sostituzione di componenti difettosi sono coperte dalla garanzia del produttore per i primi 10-15 anni sui pannelli e 5-10 anni sull’inverter. Il canone full service include tutto.

Cosa succede se l’impianto produce meno del previsto?

La produzione di un impianto fotovoltaico è prevedibile con un margine di errore del 5-10%, grazie ai dati storici di irraggiamento della zona. Se la produzione effettiva è inferiore alle stime, il risparmio in bolletta sarà proporzionalmente minore. Per questo è fondamentale che il dimensionamento sia fatto da un tecnico qualificato e non sovrastimato per vendere un impianto più grande del necessario.

Posso combinare il noleggio operativo con la Transizione 5.0?

No. Il credito d’imposta Transizione 5.0 richiede la proprietà del bene, che si ottiene con acquisto diretto o leasing finanziario. Nel noleggio operativo il bene resta della società di noleggio, quindi l’azienda non ha titolo per il credito d’imposta. Il terzo caso di questo articolo usa il leasing proprio per questo motivo. Il noleggio operativo offre un percorso alternativo: niente credito d’imposta, ma deducibilità piena del canone, zero anticipo e bilancio pulito.

Vuoi capire se il noleggio operativo o il lease back possono funzionare per la tua azienda?

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