Cantiere con attrezzature di sicurezza e dispositivi di protezione

Bando ISI Inail: guida per PMI che investono in sicurezza

Il Bando ISI Inail è il principale strumento con cui lo Stato finanzia a fondo perduto gli investimenti in sicurezza sul lavoro. Ogni anno mette a disposizione centinaia di milioni di euro, eppure la maggior parte delle PMI non lo conosce o non sa come accedervi. Questa guida spiega come funziona, quanto copre, e soprattutto come gestire il nodo finanziario che blocca molte imprese: l’anticipo del 100% dell’investimento.


Cos’è il Bando ISI Inail

Il Bando ISI (Incentivi di Sostegno alle Imprese) è un avviso pubblico che Inail pubblica ogni anno in Gazzetta Ufficiale. Finanzia a fondo perduto progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La base normativa è l’articolo 11 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza).

L’edizione ISI 2025, pubblicata in GU n. 293 del 18 dicembre 2025, mette a disposizione 600 milioni di euro. La procedura di compilazione delle domande è aperta dal 13 aprile al 28 maggio 2026. In gergo, molti operatori la chiamano “Bando ISI 2026” perché le domande si presentano nel 2026, anche se il riferimento formale è all’avviso 2025.

Possono partecipare tutte le imprese iscritte alla Camera di Commercio con sede operativa in Italia, oltre agli enti del Terzo settore per specifiche tipologie di intervento. L’impresa deve essere in regola con contributi e assicurazione, non trovarsi in liquidazione o procedura concorsuale, e avere un’unità produttiva attiva nella regione per cui presenta domanda.

La misura è aperta a tutte le dimensioni d’impresa, ma l’impianto premia in modo evidente micro, piccole e medie imprese: i massimali di contributo, la struttura degli assi e le soglie di punteggio sono pensati per questa fascia.

I cinque assi di finanziamento

Il bando si articola su cinque assi, ciascuno con un perimetro preciso.

Asse 1.1: riduzione dei rischi tecnopatici. Copre interventi su agenti fisici (rumore, vibrazioni, microclima), agenti chimici e biologici, miglioramento ergonomico delle postazioni, automazione di fasi manuali per ridurre la movimentazione dei carichi. Contributo al 65%. Aperto a imprese di tutti i settori, esclusa la produzione primaria agricola.

Asse 1.2: modelli organizzativi e responsabilità sociale. Finanzia l’implementazione di sistemi di gestione certificati (ISO 45001, SGSL UNI-INAIL), modelli organizzativi ex art. 30 del D.Lgs. 81/2008, MOG semplificato per micro e piccole imprese. Contributo all’80%, il più alto tra tutti gli assi.

Asse 2: riduzione dei rischi infortunistici. Sostituzione di macchine e impianti obsoleti con modelli dotati di migliori dispositivi di protezione. Protezioni fisse e mobili, barriere fotoelettriche, sistemi anticaduta, parapetti, linee vita, automazioni di fasi pericolose. Contributo al 65%.

Asse 3: bonifica da materiali contenenti amianto. Rimozione, smaltimento e sostituzione di coperture, coibentazioni, tubazioni in amianto. Stanziamento rafforzato nelle edizioni recenti: nel 2024 l’Asse 3 valeva da solo 150 milioni. Contributo al 65%.

Asse 4: micro e piccole imprese in settori specifici. Riservato a imprese con codici ATECO selezionati (ristorazione, tessile, pesca, manifatture). Sostituzione di macchinari e interventi strutturali per ridurre rischi di taglio, schiacciamento, ustioni. Contributo al 65%.

Asse 5: micro e piccole imprese agricole. Acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori e macchine agricole e forestali. Sub-asse 5.1 al 65%, sub-asse 5.2 (giovani agricoltori) all’80%.

Novità dell’edizione 2025: per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4 è possibile aggiungere un “intervento aggiuntivo” finanziato fino all’80%, con un tetto di 20.000 euro, purché la somma con il progetto principale non superi i 130.000 euro complessivi.

Il click day: come funziona il meccanismo competitivo

Il Bando ISI non funziona come un bando tradizionale con graduatoria di merito. Le risorse vengono assegnate in ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi regionali per ciascun asse. Questo meccanismo si chiama “click day”.

Funziona così. Nella prima fase (per il 2026: 13 aprile - 28 maggio) l’impresa compila la domanda online, descrive il progetto, carica i preventivi. Il sistema calcola un punteggio automatico basato su rischi, dimensione d’impresa, settore e tipologia di intervento. La soglia minima per l’edizione 2025 è stata innalzata a 130 punti (era 120 nelle edizioni precedenti). Solo chi supera la soglia ottiene il codice identificativo e accede alla fase successiva.

Poi Inail pubblica le “Regole tecniche” e la “Tabella temporale”, che assegna a ogni regione e asse una finestra oraria di invio. Il click day vero e proprio dura 10-20 minuti. Le imprese devono inviare il codice identificativo nel minor tempo possibile. Chi arriva prima, entra in graduatoria. Chi arriva dopo l’esaurimento dei fondi, resta fuori.

I numeri storici parlano chiaro: dal 2010, quasi 190.000 imprese hanno partecipato alle procedure ISI. Circa 37.800 domande sono state ammesse e poco più di 21.000 progetti effettivamente finanziati. Significa che solo una quota minoritaria delle imprese partecipanti riesce ad accedere ai fondi. La preparazione tecnica (più postazioni, collegamenti dedicati, test della procedura) conta tanto quanto la qualità del progetto.

Importi e percentuali di copertura

I numeri sono stabili da diverse edizioni.

Il contributo è a fondo perduto, in conto capitale. Copre il 65% delle spese ammissibili per gli Assi 1.1, 2, 3 e 4, e l’80% per l’Asse 1.2 e per i giovani agricoltori (Asse 5.2).

Il contributo va da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 130.000 euro per progetto. Non c’è limite minimo per le imprese con meno di 50 dipendenti che presentano progetti di modelli organizzativi (Asse 1.2).

Le spese ammissibili sono calcolate al netto dell’IVA. Non sono ammessi beni usati, manutenzioni ordinarie, dispositivi non strutturali, DPI standard, beni privi di marcatura CE.

Nella pratica, per un progetto da 200.000 euro sull’Asse 2, il contributo massimo è 130.000 euro (il 65% sarebbe 130.000 euro). L’azienda deve coprire i restanti 70.000 euro con mezzi propri o finanziamento, più l’IVA, più eventuali spese non ammissibili.

Dalla domanda all’erogazione: la timeline reale

Ecco le fasi, con le tempistiche reali osservate nelle edizioni 2021-2024.

Fase 1: compilazione della domanda (4-6 settimane). Per il 2026: dal 13 aprile al 28 maggio.

Fase 2: click day. Per il 2026 è previsto il 15 maggio. Invio del codice nella finestra oraria assegnata.

Fase 3: pubblicazione elenchi provvisori. Le domande vengono classificate come ammesse (S), subentrate per recupero risorse (S-REC) o non ammesse per carenza fondi (N).

Fase 4: upload della documentazione (40-60 giorni dalla pubblicazione degli elenchi). L’impresa in posizione utile deve caricare il Modulo A definitivo, le perizie, i preventivi firmati, i titoli amministrativi.

Fase 5: pubblicazione elenchi definitivi e istruttoria tecnica. Verifica di conformità e congruità delle spese.

Fase 6: provvedimento di concessione e realizzazione del progetto. L’impresa ha tipicamente 12 mesi dalla concessione per completare gli investimenti.

Fase 7: rendicontazione finale. Fatture, quietanze, documentazione tecnica.

Fase 8: erogazione del contributo.

Dall’apertura della domanda all’incasso effettivo del contributo passano, nell’esperienza concreta, 18-24 mesi. Per l’edizione ISI 2022, gli elenchi definitivi sono usciti a inizio 2024, oltre un anno dopo la presentazione delle domande.

Il problema dell’anticipo e come risolverlo con un finanziamento

Questo è il punto che la maggior parte delle guide non spiega abbastanza. Inail paga a consuntivo, dopo aver verificato che il progetto è stato completato e rendicontato. L’impresa deve anticipare il 100% dell’investimento. E il contributo arriva 18-24 mesi dopo.

Per una PMI che investe 200.000 euro, il flusso di cassa è questo: paga 200.000 euro più IVA al fornitore, completa il progetto, rendiconta, e dopo un anno e mezzo o due riceve 130.000 euro da Inail. Nel frattempo, quei soldi servono altrove.

Esistono due strade per gestire questa tensione finanziaria.

Finanziamento di scopo legato al progetto ISI. Banche e intermediari finanziari offrono mutui o linee di credito dedicate a progetti coperti da contributi a fondo perduto. Piani di rimborso calibrati sull’incasso atteso del contributo. Il contributo futuro viene considerato nella valutazione del merito creditizio, anche se il rischio di mancata concessione resta in capo all’impresa.

Anticipazione del contributo con fideiussione. L’avviso ISI consente di richiedere un’anticipazione fino al 50% del contributo (innalzata al 70% per micro e piccole imprese nell’edizione 2024) presentando una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa. L’impresa ottiene liquidità prima della rendicontazione, ma deve comunque completare il progetto.

In entrambi i casi, il finanziamento bancario o il leasing utilizzato per anticipare l’investimento possono essere assistiti dalla garanzia del Fondo di Garanzia PMI, riducendo il fabbisogno di garanzie reali e migliorando le condizioni di accesso al credito.

La quota strutturale non coperta dal contributo (almeno il 35% del costo ammissibile) va finanziata con un mutuo chirografario a medio termine, un leasing finanziario, o mezzi propri. Il leasing è particolarmente adatto per macchinari e impianti, a condizione che il bene diventi di proprietà dell’impresa beneficiaria.

Per approfondire le soluzioni di finanziamento per PMI e le opzioni disponibili, abbiamo una sezione dedicata.

Cumulabilità con altre agevolazioni

Il contributo ISI opera in regime de minimis (regolamento UE 2023/2831). Non si può ottenere un doppio finanziamento sullo stesso costo, ma si possono combinare più strumenti su componenti diverse della spesa.

Nuova Sabatini. Il contributo ISI (in conto capitale) è cumulabile con il contributo Sabatini (in conto interessi), a condizione che la somma degli aiuti non superi il costo ammissibile. Se l’impresa finanzia l’investimento con un mutuo o leasing e accede alla Nuova Sabatini, il contributo in conto interessi Sabatini si somma al fondo perduto ISI.

Crediti d’imposta 4.0 e 5.0. Il credito d’imposta per beni strumentali è espressamente cumulabile con il contributo ISI, purché il totale non superi il costo complessivo del bene. Il MIMIT ha confermato che anche il credito Transizione 5.0 è cumulabile con Sabatini e con altre agevolazioni.

Fondo di Garanzia PMI. La garanzia pubblica sul finanziamento bancario è pienamente compatibile con il contributo ISI. Il Fondo interviene sul rischio di credito del finanziatore, non sul costo del progetto. Più documenti ufficiali Inail e comunicazioni camerali confermano questa cumulabilità.

In sintesi, un progetto di investimento in sicurezza può essere coperto dal contributo ISI al 65%, finanziato con un mutuo garantito dal Fondo PMI, beneficiare della Sabatini sul finanziamento, e maturare il credito d’imposta 4.0/5.0 sul bene strumentale. Il vincolo è che la somma di tutti gli aiuti non superi il costo totale dell’investimento.

Per una panoramica su come combinare Sabatini, Fondo MCC e Bando ISI in un unico progetto di finanziamento, abbiamo scritto un approfondimento dedicato.

Errori comuni e come evitarli

Otto edizioni di Bando ISI hanno prodotto una casistica di errori ricorrente. Ecco quelli che vedo più spesso nelle PMI che seguo.

Non raggiungere la soglia minima di punteggio. Il progetto va costruito per massimizzare il punteggio, non solo per descrivere l’investimento. La soglia per l’edizione 2025 è 130 punti. Se il punteggio è sotto, la domanda non accede nemmeno al click day. Questo si previene in fase di progettazione, non il giorno della scadenza.

Presentare un progetto già avviato. Gli avvisi escludono progetti in corso di realizzazione alla data di chiusura della procedura. Firmare il contratto con il fornitore prima della chiusura dello sportello informatico è motivo di esclusione. L’investimento va pianificato, non eseguito.

Sottovalutare il click day. Dieci minuti di finestra, migliaia di domande. Serve una preparazione tecnica seria: connessione dedicata, più postazioni pronte, test della procedura nei giorni precedenti. Le aziende che trattano il click day come un adempimento amministrativo restano fuori.

Non caricare la documentazione nei termini. Dopo l’ammissione in posizione utile, l’impresa ha 40-60 giorni per caricare tutta la documentazione. Le imprese che non completano l’upload decadono dal beneficio. È un errore evitabile con una pianificazione minima.

Scegliere beni o interventi non ammissibili. Beni usati, manutenzioni ordinarie, DPI standard, dispositivi che misurano parametri senza ridurre il rischio: sono tutti esclusi. Gli allegati tecnici degli avvisi sono dettagliati. Vanno letti prima di costruire il progetto, non dopo.

Sottovalutare l’impegno finanziario. L’impresa deve anticipare tutto e attendere 18-24 mesi per il rimborso. Chi non pianifica il finanziamento ponte rischia di non completare il progetto nei termini, con decadenza dal beneficio.

Non verificare i vincoli di cumulo con edizioni precedenti. Chi ha già ottenuto il contributo ISI 2022, 2023 o 2024 non può accedere all’ISI 2025 sugli stessi assi, salvo eccezioni per i progetti di modelli organizzativi.

Come muoversi adesso

La procedura di compilazione delle domande ISI 2025 è aperta dal 13 aprile 2026. Il click day è previsto per il 15 maggio 2026. I tempi sono stretti.

Il primo passo è capire se il progetto di investimento rientra in uno dei cinque assi e se l’impresa soddisfa i requisiti soggettivi. Il secondo è costruire la domanda per massimizzare il punteggio. Il terzo è pianificare la copertura finanziaria: anticipo del 100%, quota non coperta dal contributo, tempistiche di rimborso.

Sulla pagina dedicata al Bando ISI Inail trovate i dettagli operativi e il contatto per una valutazione. Se state valutando un investimento in sicurezza e volete capire come finanziarlo senza bloccare la cassa aziendale, è il momento di parlarne.

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