Cos’è il Fondo di Garanzia, quanto copre nel 2026, come si attiva e perché conviene combinarlo con la Nuova Sabatini. Guida pratica per imprenditori che vogliono capire lo strumento, non solo usarlo.
Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento pubblico che non eroga finanziamenti. Lo ripeto perché è il fraintendimento più frequente: il Fondo non presta soldi. Rilascia una garanzia statale alla banca che presta soldi a te.
Istituito dalla Legge 662/1996, è gestito operativamente da Mediocredito Centrale S.p.A. (MCC) per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). In pratica, MCC valuta la tua azienda, decide se sei ammissibile, e se lo sei garantisce alla banca che, in caso di tua insolvenza, lo Stato coprirà una quota del debito.
Per la banca cambia tutto. La garanzia MCC è esplicita, incondizionata e irrevocabile, assistita dalla garanzia di ultima istanza dello Stato. Tradotto: per la quota garantita, la banca ha rischio zero. Il che significa tassi più bassi e meno garanzie reali richieste a te.
Nel primo semestre 2025, il Fondo ha accolto 128.587 operazioni per 23,7 miliardi di euro di finanziato. È lo strumento di garanzia pubblica più importante per le PMI italiane. E nel 2026 il regime è stato confermato e prorogato dal DL 200/2025.
Chi può accedere
Le regole seguono la definizione europea di PMI:
| Categoria | Dipendenti | Fatturato annuo |
|---|---|---|
| Microimpresa | meno di 10 | fino a 2 milioni di euro |
| Piccola impresa | meno di 50 | fino a 10 milioni di euro |
| Media impresa | meno di 250 | fino a 50 milioni di euro |
Sono ammesse tutte le forme giuridiche: ditte individuali, società di persone, società di capitali, cooperative, consorzi. Anche i liberi professionisti con partita IVA. Dal 2024, possono accedere anche le “small mid-cap” con 250-499 dipendenti, nei limiti del 15% della dotazione annua del Fondo.
Non serve un’anzianità minima. Possono accedere sia le imprese neo-costituite sia quelle con 40 anni di storia. Le start-up (costituite da meno di 3 anni) vengono valutate su bilanci previsionali e business plan. Le start-up innovative e le PMI innovative hanno un canale semplificato, in certi casi senza modello di rating.
Gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e al REA possono accedere fino a 60.000 euro senza rating.
Settori esclusi. Agricoltura primaria (ha strumenti dedicati ISMEA), attività finanziarie e assicurative, pubblica amministrazione. Escluse anche le imprese “in difficoltà” secondo la definizione UE sugli aiuti di Stato.
Le percentuali di copertura nel 2026
Il regime 2026 è quello introdotto dall’art. 15-bis del DL 145/2023 e prorogato dal DL 200/2025 (“DL Proroghe”). Le coperture variano per tipo di operazione e dimensione aziendale.
Per le PMI (micro, piccole e medie):
| Tipo di operazione | Copertura massima |
|---|---|
| Investimenti (beni strumentali, ampliamenti, tecnologia) | 80% |
| Nuova Sabatini | 80% |
| Microcredito (fino a 50.000 euro) | 80% |
| Start-up e PMI innovative | 80% |
| Liquidità (capitale circolante, consolidamento debiti) | 50% |
| Capitale di rischio (equity, quasi-equity) | 50% |
Per le small mid-cap (250-499 dipendenti):
| Tipo di operazione | Copertura massima |
|---|---|
| Investimenti | 40% |
| Liquidità | 30% |
Il massimale per singola impresa è 5 milioni di euro. Non c’è limite al numero di operazioni: puoi avere tre finanziamenti diversi garantiti dal Fondo, purché la somma totale degli importi garantiti stia sotto i 5 milioni.
Le coperture possono essere ulteriormente rafforzate tramite sezioni speciali finanziate da CDP, Regioni o altri soggetti pubblici, che in certi territori portano la garanzia all’80-90% anche per operazioni che normalmente starebbero al 50%.
Come funziona il meccanismo della garanzia
Qui serve un’analogia. Immagina di affittare un appartamento. Il proprietario vuole un garante. Il Fondo di Garanzia MCC è quel garante, solo che il “proprietario” è la banca e l‘“affitto” è il finanziamento. Se smetti di pagare, il garante (lo Stato) copre la sua quota.
Ecco il percorso concreto, passo per passo.
1. Chiedi il finanziamento alla banca. Non al Fondo. Non a MCC. La domanda parte dalla banca, dalla società di leasing o dal Confidi. Tu come impresa non puoi presentare domanda direttamente al Fondo.
2. La banca fa la sua istruttoria. Valuta il tuo merito creditizio, raccoglie la documentazione (bilanci degli ultimi due esercizi, visura camerale, eventuale business plan per le start-up), simula la tua fascia di rating MCC.
3. La banca invia la richiesta a MCC tramite il Portale FdG. Carica i dati dell’operazione e del beneficiario.
4. MCC valuta e delibera. Il Consiglio di gestione si riunisce due volte a settimana. I tempi medi per le pratiche standard sono di pochi giorni lavorativi.
5. Esito via PEC. Se positivo, la banca è autorizzata a perfezionare il finanziamento con la garanzia pubblica.
6. Erogazione. La garanzia diventa efficace con il perfezionamento del contratto.
Il modello di rating MCC classifica le imprese in 12 classi, aggregate in 5 fasce (fascia 1 la migliore, fascia 5 la peggiore). Le imprese in fascia 1-4 sono ammissibili. Fascia 5 esclusa dal regime 2024-2026. Il modello analizza tre aree: dati economico-finanziari dai bilanci, dati andamentali dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia, e l’eventuale presenza di eventi pregiudizievoli (protesti, procedure concorsuali).
Puoi pre-verificare la tua fascia sul portale rating di MCC, oppure usare il nostro strumento di verifica per una prima indicazione.
Quanto costa (spoiler: spesso zero)
Per le microimprese (meno di 10 dipendenti, fatturato fino a 2 milioni), la garanzia è gratuita per legge. Nessuna commissione di accesso. Lo stabilisce l’art. 15-bis, comma 1, lettera g) del DL 145/2023.
Per le piccole e medie imprese, la commissione è una tantum e generalmente non supera l’1% dell’importo garantito. Viene pagata formalmente dalla banca, che la incorpora nel costo complessivo dell’operazione.
Per le small mid-cap, la commissione è dell’1,25% sull’importo garantito.
Dal 2026 è stato introdotto un “premio aggiuntivo” a carico delle banche (non direttamente dell’impresa) sul volume complessivo delle garanzie, previsto dalla Legge di bilancio 2025 e attuato dal decreto interministeriale del 21 gennaio 2026. In teoria grava sulla banca. In pratica, può riflettersi in parte sul pricing del finanziamento.
Il punto centrale resta questo: una microimpresa non paga nulla per la garanzia. Una piccola o media impresa paga una commissione contenuta, ampiamente recuperata dal minor tasso che la banca applica grazie alla garanzia statale. È un risparmio netto.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Qui le cose si fanno interessanti. Il Fondo di Garanzia MCC è cumulabile con altre agevolazioni sullo stesso investimento. Non è un “o questo o quello”. È un “questo e quello”.
Fondo MCC + Nuova Sabatini
La combinazione più frequente. Il MIMIT ha chiarito con FAQ e circolari che le due misure sono cumulabili anche quando insistono sugli stessi costi ammissibili.
In pratica: chiedi un finanziamento per un bene strumentale, lo fai garantire dal Fondo MCC fino all’80%, e contemporaneamente accedi al contributo in conto interessi della Nuova Sabatini. Il contributo Sabatini abbatte gli interessi, la garanzia MCC abbatte il rischio per la banca (e quindi il tasso). Doppio vantaggio sullo stesso finanziamento.
Approfondimento: Come combinare Sabatini, Fondo MCC e bando ISI in un unico finanziamento.
Fondo MCC + crediti d’imposta (Industria 4.0 / Transizione 5.0)
I crediti d’imposta per beni strumentali sono misure fiscali, cumulabili con la garanzia del Fondo e con la Sabatini. Il vincolo è non superare il 100% del costo dell’investimento sommando tutte le agevolazioni.
Fondo MCC + bandi regionali
Contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati regionali sono cumulabili con la garanzia MCC, nei limiti delle intensità d’aiuto previste dai regolamenti UE (GBER o de minimis, con il nuovo massimale di 300.000 euro su tre anni dal 2024).
L’architettura tipica di un investimento ben strutturato: finanziamento bancario garantito dal Fondo MCC + contributo Sabatini + credito d’imposta per beni strumentali 4.0 o 5.0. Tre agevolazioni sullo stesso bene, perfettamente legali e cumulabili.
Errori comuni e come evitarli
Pensare che sia la banca a decidere tutto. La banca istruisce la pratica, ma è MCC che delibera. Se la banca non ha esperienza con il Fondo, può scoraggiarti o non proporti la garanzia. Non tutte le filiali sono ugualmente competenti. Se il tuo interlocutore bancario ti dice “non si può fare”, vale la pena verificare con un intermediario specializzato.
Non sapere in che fascia si è. Il modello di rating MCC è pubblico. Puoi pre-valutare la tua posizione prima ancora di parlare con la banca. Se sei in fascia 5, non perdi tempo. Se sei in fascia 1-4, vai a trattare con numeri alla mano.
Chiedere garanzia per liquidità aspettandosi l’80%. Dal 2025 le operazioni di liquidità sono coperte al 50%, non all’80%. La copertura all’80% vale per investimenti, Sabatini, microcredito e start-up. Se hai bisogno di liquidità, la garanzia c’è ma è dimezzata rispetto al periodo Covid. Pianifica di conseguenza.
Non combinare con altre agevolazioni. Presentare una richiesta di finanziamento con sola garanzia MCC è come andare al ristorante e ordinare solo il primo. La Sabatini è lì, i crediti d’imposta sono lì, i bandi regionali sono lì. Serve qualcuno che conosca tutti i piatti del menù e li metta insieme.
Confondere garanzia con cancellazione del debito. Se non paghi il finanziamento, il Fondo copre la banca per la quota garantita. Ma poi si surroga nei diritti della banca e viene a chiedere i soldi a te. Il credito diventa di natura pubblica, riscuotibile tramite Agenzia Entrate-Riscossione. Non è un regalo. È una garanzia.
Come lo usiamo in Mediocredito Facile
Noi di Mediocredito Facile lavoriamo con oltre 12 società tra banche, intermediari finanziari e società di leasing. Il Fondo di Garanzia MCC è uno degli strumenti che attiviamo più spesso, specialmente per investimenti in beni strumentali.
Il nostro lavoro è trovare la combinazione migliore per la tua situazione specifica. Non sempre la garanzia MCC è la soluzione giusta; a volte il noleggio operativo, il lease-back o il factoring rispondono meglio. Ma quando serve un finanziamento tradizionale per un investimento, la garanzia MCC è quasi sempre il primo tassello da mettere.
In concreto: pre-valutiamo la tua fascia di rating, individuiamo la banca o l’intermediario più adatto alla tua operazione, strutturiamo il finanziamento combinando MCC con Sabatini e altri incentivi disponibili, e seguiamo l’iter fino all’erogazione.
Il nostro strumento di verifica online ti dà una prima indicazione sulla tua ammissibilità in pochi minuti. Se vuoi approfondire, ci sentiamo.
Le informazioni in questo articolo sono aggiornate al regime 2026 (DL 200/2025, art. 14). La normativa di riferimento comprende la L. 662/1996, il DL 145/2023 art. 15-bis, la L. 207/2024 e le Disposizioni operative del Fondo approvate con DM 30 giugno 2023. Per la valutazione della tua situazione specifica, è necessaria un’analisi personalizzata.






