Piazzale di un'azienda di autotrasporti con motrice nuova e titolare con documenti

Nuova Sabatini e permuta dell'usato: l'anticipo che non esce dalla cassa

Quando compri un mezzo nuovo e ne dai indietro uno usato, la permuta è cassa che non esce. Se sull’operazione c’è anche la Nuova Sabatini, l’incastro tra permuta, anticipo e contributo va costruito con attenzione, perché fatto bene tiene la liquidità in azienda due volte.


Il caso è quello di un’azienda di autotrasporti che rinnova la flotta: mezzo nuovo da 120.000 euro, un usato da dare in permuta, e un leasing con richiesta di anticipo del 20%. La prima reazione del titolare davanti alla Sabatini è stata vederla come un ostacolo in più: un’altra pratica, altri vincoli, altri tempi. È una reazione che sento spesso, e quasi sempre nasce dal guardare i pezzi separatamente invece che l’operazione intera.

I tre pezzi dell’operazione

Il primo pezzo è il leasing. Su importi e beni come questi la società di leasing chiede tipicamente un anticipo, nel caso concreto il 20%: su 120.000 euro sono 24.000 euro da versare all’avvio.

Il secondo pezzo è la permuta. L’usato ha un valore, e quel valore può coprire in tutto o in parte proprio l’anticipo richiesto: il concessionario ritira il mezzo usato e il corrispettivo va a ridurre l’esborso iniziale del cliente. La cassa resta in azienda, che per un autotrasportatore significa gasolio, autisti e manutenzioni.

Il terzo pezzo è la Nuova Sabatini: un contributo statale in conto impianti che si calcola sugli interessi di un finanziamento o leasing quinquennale, a un tasso convenzionale del 2,75% annuo per gli investimenti ordinari e del 3,575% per i beni 4.0. Il vincolo che conta qui: l’agevolazione copre solo beni strumentali nuovi di fabbrica. L’usato non entra e non deve entrare nell’operazione agevolata.

Dove sta l’incastro

La regola pratica è tenere i flussi puliti: il bene nuovo viaggia sul leasing agevolato, l’usato viaggia come permuta commerciale con il fornitore, e il valore di permuta va a coprire l’anticipo. Come formalizzare il passaggio, con quali documenti e in che ordine, dipende dalla società di leasing e dal fornitore: è un punto da definire caso per caso con il consulente prima di firmare, non dopo. Fatto nell’ordine sbagliato, si rischia di complicare la pratica Sabatini o di trasformare la permuta in un incasso che poi va riversato, con un giro di cassa inutile.

Fatto nell’ordine giusto, il risultato è un mezzo nuovo in flotta con anticipo coperto dall’usato e contributo statale sugli interessi. La Sabatini smette di essere l’ostacolo ed è semplicemente la parte dell’operazione che restituisce denaro.

Se hai un rinnovo mezzi in vista e vuoi capire se l’incastro regge sul tuo caso, scrivimi dalla pagina agevolazioni: si parte dai numeri veri, mezzo, valore dell’usato e piano di ammortamento, non dalle promesse.


Domande frequenti

La Nuova Sabatini vale anche sui mezzi di trasporto? Vale sui beni strumentali nuovi di fabbrica destinati all’attività. Per l’autotrasporto ci sono specificità da verificare per tipologia di mezzo e uso: è uno dei punti da controllare in fase di domanda, prima di impegnarsi.

L’usato in permuta può fare da anticipo del leasing? Commercialmente sì: il valore di ritiro dell’usato riduce l’esborso iniziale. La formalizzazione corretta dipende da fornitore e società di leasing e va definita prima della firma.

Il contributo Sabatini quanto vale? Si calcola sugli interessi convenzionali di un piano quinquennale: 2,75% annuo per gli investimenti ordinari, 3,575% per i beni 4.0. Sul nostro sito trovi il calcolatore Sabatini per una stima sul tuo importo.

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