Nuova Sabatini 2026: come ottenere il contributo per beni strumentali
Il Ministero paga una parte degli interessi a chi compra macchinari, attrezzature e tecnologie 4.0 con un finanziamento o un leasing. Calcola quanto vale sul tuo investimento: la domanda la prepariamo noi.
Questa guida è di Mediocredito Facile, il broker di Alberto Amà che confronta le condizioni di oltre dodici società di noleggio operativo e leasing per le PMI e segue la pratica fino alla delibera. Collaboratore del mediatore creditizio Affida S.r.l., iscrizione OAM M325: come verificarlo.
Cos'è la Nuova Sabatini in 60 secondi
La Nuova Sabatini è un contributo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per le PMI che comprano beni strumentali nuovi con un finanziamento bancario o un leasing finanziario. Vale quanto gli interessi di un finanziamento convenzionale di cinque anni, a un tasso fissato per legge: quello che ti fa la banca non conta.
Su un macchinario da 100.000 euro il contributo è di 7.717 euro, che diventano 10.092 se il bene è 4.0 o green. Con un finanziamento fino a 200.000 euro può arrivare in un'unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili; sopra, in quote annuali entro il sesto anno dalla fine dell'investimento.
Lo sportello è aperto: al 14 ottobre 2026 il Ministero indicava 1,14 miliardi di euro ancora disponibili sulla linea ordinaria.
- Finanziamento Da 20.000 euro a 4 milioni, al massimo cinque anni
- Beni 4.0 e green Contributo maggiorato del 30%
- Erogazione Unica soluzione fino a 200.000 euro, quote annuali oltre
- Si combina Con il Fondo di Garanzia e con l'iperammortamento
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Come si calcola il contributo
Il contributo è la somma degli interessi di un piano di ammortamento di cinque anni, a rate semestrali costanti, sull'importo dell'investimento. Due imprese che comprano lo stesso bene con due banche diverse prendono lo stesso contributo, perché il tasso è quello del decreto.
- Beni ordinari: tasso del 2,75%, pari al 7,72% dell'investimento.
- Beni 4.0 e green: tasso del 3,575%, pari al 10,09%.
- Linea Capitalizzazione, per le imprese che aumentano il capitale di almeno il 30% del finanziamento: 5% per micro e piccole imprese, pari al 14,26%; 3,575% per le medie.
Le percentuali sull'investimento sono il risultato del piano convenzionale: il Ministero pubblica i tassi, non le percentuali. L'IVA resta fuori dal conto.
Tre esempi
Officina meccanica
Tornio CNC interconnesso
- Investimento80.000 €
- Tipo di bene4.0
- Contributo8.074 €
- Costo netto del bene71.926 €
Ristorante
Forno e attrezzature di cucina
- Investimento40.000 €
- Tipo di beneOrdinario
- Contributo3.087 €
- Costo netto del bene36.913 €
Studio medico
Ecografo
- Investimento60.000 €
- Tipo di beneOrdinario
- Contributo4.630 €
- Costo netto del bene55.370 €
Stime sul piano convenzionale del Ministero, con il finanziamento pari all'investimento. Il contributo che conta è quello scritto nel decreto di concessione.
Chi può accedere e cosa si può comprare
Le PMI
Micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea: meno di 250 occupati e fatturato fino a 50 milioni, o attivo fino a 43 milioni. Vanno bene anche le imprese appena costituite, se sono iscritte al Registro delle imprese quando presentano la domanda.
Quasi tutti i settori
Sono ammessi tutti i settori produttivi, compresi agricoltura e pesca. Resta fuori solo il settore finanziario e assicurativo, la sezione L dell'ATECO 2025.
Beni ordinari
Macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali, nuovi di fabbrica e legati all'attività produttiva. Il bene deve funzionare da solo: un componente senza autonomia non basta.
Beni 4.0
Quelli degli allegati 6/A e 6/B della circolare 14036/2017, che riprendono gli allegati A e B della legge 232/2016. Per le macchine servono tutte e cinque le caratteristiche di base, dal controllo CNC o PLC all'interconnessione, e almeno due delle aggiuntive.
Investimenti green
Macchinari e impianti a basso impatto ambientale, con una certificazione ambientale di processo oppure, bene per bene, una certificazione o un'autodichiarazione ambientale di prodotto del produttore.
Cosa resta fuori
Beni usati, rigenerati o a km zero, terreni e fabbricati, immobilizzazioni in corso, mezzi per il trasporto privato e il lease-back. Il noleggio operativo non è una forma ammessa.
Dalla domanda al contributo
La domanda si presenta prima di ordinare il bene, ed è il passaggio che decide il resto. Per i nostri clienti la compiliamo noi sulla piattaforma del Ministero, con la delega del legale rappresentante, e la inoltriamo via PEC alla banca o alla società di leasing che finanzia.
- Domanda. Si compila su benistrumentali.dgiai.gov.it, si firma digitalmente e parte via PEC verso la banca o la società di leasing aderente alla convenzione con il Ministero. Serve una marca da bollo da 16 euro, salvo agricoltura e pesca. Da quel momento si può ordinare.
- Istruttoria e prenotazione. La banca o la società di leasing valuta l'impresa e chiede al Ministero di prenotare il contributo. Se le risorse ci sono, delibera il finanziamento e il Ministero emette il decreto di concessione.
- Finanziamento e investimento. Il finanziamento bancario si eroga entro 30 giorni dalla stipula; nel leasing la società paga il fornitore entro 30 giorni dalla consegna o dal collaudo. L'investimento va concluso entro 12 mesi dalla stipula, con il CUP e la dicitura "art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013" su ogni fattura, acconti compresi.
- Richiesta di erogazione. A investimento concluso e pagato, sulla piattaforma si presenta la richiesta unica di erogazione. Il Ministero paga l'unica soluzione o la prima quota; le quote successive si chiedono a distanza di almeno dodici mesi l'una dall'altra.
Dopo l'erogazione restano tre anni di vincolo: i beni non si vendono e non si tolgono dall'uso produttivo, altrimenti si revoca la quota di contributo corrispondente.
Leasing finanziario sì, noleggio operativo no
La Sabatini si appoggia a un finanziamento bancario o a un leasing finanziario, concesso da un operatore che aderisce alla convenzione con il Ministero. Nel leasing il contributo va all'impresa che usa il bene, anche se il bene resta della società di leasing fino al riscatto.
Il noleggio operativo non è un finanziamento e non dà diritto al contributo. Il motivo è aritmetico: la Sabatini rimborsa interessi, e in un noleggio non c'è un prestito su cui calcolarli.
C'è un caso in cui i due mondi si toccano: chi noleggia attrezzature di mestiere, senza operatore, può comprarle con la Sabatini se le iscrive in bilancio fra gli impianti o le attrezzature. Il confronto in numeri fra leasing con Sabatini e noleggio operativo, sullo stesso macchinario, è nell'articolo Nuova Sabatini o noleggio operativo.
Gli errori che fanno perdere il contributo
- Ordinare prima della PEC. Il programma deve partire dopo l'invio della domanda, e conta il primo fra ordine, conferma d'ordine, fattura e pagamento, anche di un acconto. Un ordine firmato il giorno prima vuol dire un programma avviato prima della domanda.
- Chiamare 4.0 un bene che non lo è. Se mancano i requisiti degli allegati 6/A e 6/B, il bene non viene ammesso né come 4.0 né come bene ordinario, e dopo la concessione la linea non si cambia. La scheda tecnica va controllata prima della domanda.
- Fatture senza CUP. Senza CUP e dicitura di legge la fattura non vale e si revoca la quota di contributo corrispondente, salvo regolarizzazione. Per le fatture emesse dopo il 31 maggio 2023 il CUP si può integrare sul portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate.
- Sforare i 12 mesi. La consegna in ritardo del fornitore non allunga il termine: la data va scritta nell'ordine.
- Dimenticare il plafond. I 4 milioni sono per impresa e contano tutti i finanziamenti Sabatini non ancora scaduti. Si liberano alla scadenza del contratto, non con l'estinzione anticipata.
- Vendere il bene nei tre anni. Se il bene viene venduto, distolto dall'uso o anche rubato, si perde la quota del periodo mancante, salvo ricomprarne uno equivalente.
Sabatini, Fondo di Garanzia e iperammortamento
Sullo stesso investimento la Sabatini si somma ad altre misure, con un limite: il totale non può superare il costo del bene. Le altre agevolazioni sugli stessi beni, chieste o già ottenute, vanno dichiarate nella domanda.
Domande frequenti
Come funziona la Nuova Sabatini in pratica?
La PMI compra un bene strumentale nuovo con un finanziamento bancario o un leasing finanziario di un operatore convenzionato. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy le versa un contributo pari agli interessi di un finanziamento convenzionale di cinque anni, al 2,75% sui beni ordinari e al 3,575% su quelli 4.0 e green. Il finanziamento va da 20.000 euro a 4 milioni, per una durata massima di cinque anni.
Quanto vale il contributo?
Sui beni ordinari il 7,72% dell'investimento, sui beni 4.0 e green il 10,09%. Su un macchinario da 100.000 euro sono 7.717 euro, oppure 10.092 se il bene è 4.0. Il tasso che applica la banca non conta: il contributo si calcola sempre sul tasso convenzionale.
Quali beni rientrano nell'agevolazione?
Macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali, nuovi di fabbrica e legati all'attività produttiva. Restano fuori i beni usati, rigenerati o a km zero, i terreni, i fabbricati, le immobilizzazioni in corso e il lease-back.
Che differenza c'è fra beni 4.0 e green?
Il contributo è lo stesso: il tasso convenzionale è il 3,575% per entrambi, il 30% in più dei beni ordinari. Cambiano i requisiti. Un bene 4.0 deve rientrare negli allegati 6/A o 6/B della circolare 14036/2017; un investimento green deve avere una certificazione ambientale di processo oppure, bene per bene, una certificazione o un'autodichiarazione ambientale di prodotto.
Si può avere la Sabatini con il leasing? E con il noleggio operativo?
Con il leasing finanziario sì, ed è una delle forme più usate: il contributo va all'impresa che usa il bene. Con il noleggio operativo no, perché non è un finanziamento: senza interessi da pagare non c'è niente su cui calcolare il contributo.
Si può combinare con il Fondo di Garanzia per le PMI?
Sì. Il finanziamento Sabatini può essere garantito dal Fondo di Garanzia fino all'80%. La garanzia non la chiede l'impresa: la chiede la banca, o un confidi.
Quando arriva il contributo?
A investimento concluso e pagato, dopo la richiesta di erogazione sulla piattaforma del Ministero. Con un finanziamento fino a 200.000 euro può arrivare in un'unica soluzione, nei limiti delle risorse disponibili; sopra, in quote annuali secondo il piano del decreto di concessione, entro il sesto anno dalla fine dell'investimento.
Chi presenta la domanda?
La domanda è dell'impresa. Si compila sulla piattaforma del Ministero, la firma digitalmente il legale rappresentante e parte via PEC verso la banca o la società di leasing che finanzia. Per i nostri clienti la compiliamo noi e la inoltriamo insieme alla richiesta di finanziamento.
Lo sportello è aperto?
Sì. Al 14 ottobre 2026 il Ministero indicava 1,14 miliardi di euro ancora disponibili sulla linea ordinaria e 77 milioni sulla linea Capitalizzazione. Lo sportello si chiude solo con un provvedimento del Direttore generale, che a oggi non c'è.
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Come finanziare l'investimento con la Sabatini
Il contributo arriva solo se c'è un finanziamento o un leasing, e solo se la domanda parte prima dell'ordine. Troviamo l'operatore convenzionato fra le banche e le società di leasing con cui lavoriamo, prepariamo la domanda e la seguiamo fino alla richiesta di erogazione.
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