393 995 7840 Finanzia il tuo investimento
Agevolazioni

ZES Unica chiusa per il 2026: cosa resta a una PMI del Sud che investe in macchinari

Alberto Amà 6 minuti di lettura

Linea di produzione lattiero-casearia con macchinari in acciaio inox

Aggiornato il 7 novembre 2026. La comunicazione per il credito d’imposta ZES Unica sugli investimenti 2026 si è chiusa il 30 maggio: chi non l’ha inviata, sugli investimenti di quest’anno non lo prende più. La misura continua nel 2027 e nel 2028, e intanto a chi compra macchinari al Sud restano l’iperammortamento, la Nuova Sabatini e il Fondo di Garanzia.


Chiusa per il 2026, aperta per il 2027 e il 2028

Il credito d’imposta ZES Unica (art. 16 del D.L. 124/2023) è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2026 agli investimenti del 2026, del 2027 e del 2028. Funziona a prenotazione: entro maggio si comunica all’Agenzia delle Entrate quanto si è speso dal 1° gennaio e quanto si prevede di spendere entro il 31 dicembre, a gennaio si conferma quanto è stato fatto davvero.

Per il 2026 la prima comunicazione andava inviata dal 31 marzo al 30 maggio. Chi l’ha inviata deve mandare l’integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza. Chi non l’ha inviata è fuori, anche se il macchinario arriva domani.

La prossima finestra va dal 31 marzo al 30 maggio 2027, per gli investimenti dell’anno prossimo. La legge di oggi fissa le risorse a 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Il disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, porterebbe il 2027 a 2,4 miliardi e il 2028 a 1,25. Diventa definitivo solo se il Parlamento lo approva entro dicembre: fino ad allora vale il miliardo.

Quanto vale e chi ci rientra

L’aliquota dipende da regione e dimensione dell’impresa. Per una piccola impresa è il 60% in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, il 50% in Basilicata, Molise e Sardegna, il 35% nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Nelle aree del Fondo per una transizione giusta, in Puglia e Sardegna, sale di dieci punti.

Marche e Umbria sono entrate nella ZES con la legge 171 del 18 novembre 2025.

L’aliquota è un tetto. Se le richieste superano le risorse, l’Agenzia riconosce a tutti la stessa percentuale del credito chiesto: per il 2025 era il 60,3811%, poi un contributo aggiuntivo ha riconosciuto un altro 14,6189%. La percentuale del 2026 arriverà dopo le integrative di gennaio.

Due paletti decidono se si entra. Il progetto deve valere almeno 200.000 euro, contati al lordo dei costi non ammissibili. Il bene va acquistato, anche con un leasing finanziario, nel qual caso conta il costo pagato dalla società di leasing: il noleggio operativo resta fuori.

Il caso: un caseificio in provincia di Campobasso

In primavera è arrivato da noi un caseificio molisano con una linea per la burrata da 203.500 euro più IVA: una macchina 4.0 da 140.000 euro, il resto fra filatura, formatura e accessori. La richiesta era partita come noleggio operativo, per non toccare la liquidità.

Messi i numeri in fila, il noleggio è uscito dal tavolo. Con il noleggio il bene resta della società di noleggio, e l’impresa perde sia la ZES sia l’iperammortamento. Una piccola impresa in Molise, con la ZES al 50%, aveva in gioco un credito nominale di 101.750 euro, da ridurre poi secondo il riparto.

Il punto delicato era la soglia: 203.500 euro superano i 200.000 di 3.500. Bastava stralciare un accessorio in fase d’ordine per perdere la ZES su tutta la linea. La strada impostata è stata il leasing finanziario, e il dossier per la comunicazione è stato chiuso il 25 maggio, a cinque giorni dalla scadenza.

Chi arriva oggi con la stessa linea trova la ZES chiusa fino al 31 marzo. Il resto del pacchetto invece è disponibile.

Cosa resta a chi investe adesso

Iperammortamento

Vale per i beni nuovi degli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, interconnessi, con investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Fino a 2,5 milioni di euro il costo si maggiora del 180%. Sulla macchina 4.0 del caseificio vuol dire dedurre 392.000 euro invece di 140.000: per una società di capitali, 60.480 euro di IRES in meno negli anni di ammortamento, se ci sono utili su cui usarli.

La procedura passa dal GSE: comunicazione preventiva, conferma con un acconto di almeno il 20% del costo di ogni bene, comunicazione di completamento. Serve sempre la perizia asseverata, qualunque sia l’importo.

Col leasing finanziario l’acconto del 20% si considera versato con la firma del contratto e l’ordine della società di leasing al fornitore. Con il noleggio operativo l’iperammortamento non c’è. I dettagli sono nella pagina sull’iperammortamento 2026.

Nuova Sabatini

Il MIMIT versa un contributo pari agli interessi di un finanziamento convenzionale di cinque anni al 2,75% sui beni ordinari, al 3,575% sui beni 4.0 e green. Il finanziamento va da 20.000 euro a 4 milioni e può essere anche un leasing. Su 140.000 euro per un bene 4.0 il contributo è di 14.129 euro: fino a 200.000 euro di finanziamento il Ministero può versarlo in un’unica soluzione, se le risorse lo consentono.

Sabatini e iperammortamento si sommano, con una regola: la maggiorazione si calcola sul costo al netto del contributo. Sulla macchina del caseificio la base scende a 125.871 euro e le minori IRES a 54.376, che con i 14.129 della Sabatini fanno 68.505 euro.

La scheda del MIMIT, aggiornata il 27 ottobre, non segnala chiusure dello sportello: al 14 ottobre restavano 1,14 miliardi di euro sulla linea ordinaria. Come si fa la domanda è spiegato nella pagina sulla Nuova Sabatini 2026.

Fondo di Garanzia per le PMI

Il Fondo garantisce fino all’80% dei finanziamenti per investimenti, con le regole transitorie prorogate al 31 dicembre 2026, e si attiva sui finanziamenti di banche e società di leasing. Riduce il rischio che resta alla banca e pesa in delibera quando il bilancio da solo non basta. Il funzionamento è nella pagina sul Fondo di Garanzia MCC.

Noleggio operativo

Il noleggio non dà accesso a nessuna di queste agevolazioni. Ha senso quando l’impresa vuole restituire il bene a fine contratto, o quando c’è poco da perdere: su un bene senza requisiti 4.0 e sotto i 200.000 euro, fra queste misure si rinuncia alla sola Sabatini ordinaria. Il canone è un costo d’esercizio e il contratto non pesa sulla Centrale Rischi.

Se l’investimento può aspettare il 2027

Per chi supera i 200.000 euro e può spostare l’investimento all’anno prossimo, la ZES torna in gioco con la finestra del 31 marzo. La comunicazione la trasmette l’impresa o un intermediario abilitato come il commercialista, solo per via telematica e con il software dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ammette solo gli investimenti che rispettano il principio di incentivazione del Regolamento UE 651/2014. Prima di firmare ordini a inizio anno, il calendario va costruito con il commercialista.

Chi ha prenotato la ZES e investe anche in beni 4.0 deve verificare con il commercialista come la ZES si somma con l’iperammortamento: il decreto attuativo del 7 maggio 2026 non contiene una regola di cumulo tra le due misure.

Da dove partire

Lo strumento si decide prima di firmare il contratto. Firmato un noleggio, iperammortamento, Sabatini e ZES non si recuperano; con un leasing finanziario restano tutte e tre possibili. Il confronto fra i due contratti è nella guida al noleggio operativo e al leasing.

Se stai programmando un investimento in beni strumentali al Sud, mandaci il preventivo del fornitore prima dell’ordine: ti diciamo quali agevolazioni reggono e con quale finanziamento chiederle. La pagina finanziamenti PMI è il punto di ingresso.

Vuoi capire se il noleggio operativo o il lease back possono funzionare per la tua azienda?

Torna al blog

Le nostre società partner